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post “BEGINNING” Nyahman dei Magmasound, una canzone per Attraversa_mente!

Marzo 4th, 2008

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Nyahman, il cantante dei Magmasound!

Non c’è nulla di più gratificante per noi di Attraversa_mente di riuscire non solo a produrre e creare arte, cultura e pensiero, ma soprattutto ispirare i giovani creativi che ci gravitano intorno.
Per attraversamente oggi un altro contributo, in questo caso musicale.
Si tratta della traccia che “nyahman” componente dei “magmasound” gruppo reggae “super emergente” che nasce alle pendici dell’etna e che con la loro musica sta iniziando a farsi le ossa sulla scena siciliana.
Il nostro Ciccio Kuba oltre a starci vicino prima, durante e dopo la partenza oggi porta al nostro studio “beginning” che è un pezzo dedicato proprio alla nostra esperienza di cammino:

questa che ascolterete è la sua personale visione della nostra iniziativa, che dai i suoi occhi viene interpretata in maniera estremamente spirituale e politica con riferimenti al rapporto tra natura e uomo contemporaneo.

Mi piace ricordare, quando quel 9 settembre 2007 lui era con noi, mentre ci vedeva allontanare pian piano a piedi, per quello che poi sarebbe stata la nostra avventura…lui mi lasciò una ciocca di capelli che io portai con me per tutto il viaggio e che ancora oggi è con me.. quello era uno dei miei tanti feticci che mi avrebbero guidato e protetto, insomma per quello che vale.. per chi crede nella forza dell’anima, della creatività e della potenza immaginifica degli esseri umani…come me e come lui!

Che dire di più, ascoltate il pezzo e giudicate voi…lui ha solo 18 anni e noi tutti di attraversamente speriamo di sentirlo cantare per tanto tempo ancora!

Beh, a questo punto… will be for ever loving Jah!

saluti rasta!

*Sotto potete leggere anche il suo intervento sulla canzone!

Ragazzi il tipo è in gamba!!!

Andrè

ps: vi ricordo che in basso potete trovare il link dei magmasound e ascoltare i loro brani, nonchè il loro “jah project

 

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Una prima stesura di beginning song nasce alla fine dell’agosto 2007, quando si parlava già con attesa di Attraversa_mente.

Inizialmente la canzone riguardava una critica del rapporto tra uomo e natura, espressa tramite un linguaggio mistico che mostra la trascuratezza della società moderna nei confronti delle reali meraviglie della natura, la cui esistenza risale a tempi più remoti della nascita dell’uomo.
Durante il mese di dicembre in prossimità della registrazione, le parole dovevano essere adattate alla musica, che presentava però delle lacune in alcuni parti della versione strumentale, colmate successivamente dalle quattro frasi che evidenziano gli scopi e le aspettative del progetto di viaggio.

Nyahman

 

post il viaggio come esperienza filosofico-politica, l’analisi di Valerio Buemi

Gennaio 23rd, 2008

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Attraversa_mente: il viaggio come esperienza filosofico-politica

Il giro della Sicilia a piedi! Ricordo ancora quando alla fine di agosto di quest’anno lessi per la prima volta il progetto “Attraversa_mente”, provando un’intensa suggestione per questa idea così estranea al nostro tempo, capace di intrecciare istanze intellettuali e artistiche a un’esperienza compiuta dalla carne viva, sulle strade della Sicilia, per le vie delle sue città millenarie e disgraziate.
E questa scelta del viaggio a piedi è in grado di collegare l’essere umano contemporaneo ai viandanti, i pellegrini, i viaggiatori e i conquistatori che hanno attraversato le strade della Sicilia, rendendole testimoni del passaggio delle lingue e delle identità che permeano il nostro essere siciliani, i miti e i riti del nostro universo culturale.
Il presenta allora è segnato dai legami immarcescibili con la storia e le storie, e i concetti di spazio e tempo sono concepiti e vissuti da una prospettiva nuova e antica, dove la velocità, la macchina e gli altri feticci del sistema culturale e materiale europeo non contano più, a favore della lentezza, del pensiero, del movimento del corpo, dell’incontro con le comunità e gli individui.
L’esperienza di “Attraversa_mente” è come un pellegrinaggio post-moderno in onore della natura e dell’umanità siciliana, un pellegrinaggio le cui devozioni sono state rappresentate dal vivere, fotografare, interpretare i luoghi visitati da Andrea, Daniele ed Ellen durante il loro cammino, trasmetterne una immagine-rappresentazione in grado di far comprendere agli “altri” – siciliani e non – il rapporto tra l’ambiente e gli esseri umani, la dialettica tra l’arcana bellezza delle campagne e delle coste siciliane e l’estetica distorta dell’acciaio, delle ciminiere, dei centri commerciali asettici del capitalismo post-moderno.
“Attraversa_mente” significa la contaminazione dell’arte con l’engagement politico, il dare a problematiche di natura socio-economica una profondità filosofica, estetica, creativa, il donare alle persone coinvolte in tali problemi una prospettiva nuova, in cui l’universalità dell’arte penetra nel particolare delle lotte di autodeterminazione delle comunità locali, sostenendo col linguaggio della bellezza la resistenza ai processi di omologazione della globalizzazione euro-atlantica.
“Attraversa_mente” ha consentito a figure marginalizzate dai meccanismi discriminanti del nostro sistema socio-economico, come gli agricoltori o i pastori - i semplici, gli ultimi - di diventare visibili, di passare dallo stato di ectoplasmi vaganti nella memoria collettiva a quello di elementi vitali della formazione socio-economica entro la quale agiamo.

Contro la spersonalizzazione delle multinazionali dell’Occidente che sintetizzano cibi e bevande, innalzano il lavoro a idolo supremo del nostro tempo, devastano l’ambiente e saccheggiano i territori degli stati più deboli, ci sono persone vere, eredi di tradizioni antiche, che ergono la verità del loro essere al mondo contro i simulacri di luci e suoni creati dal sistema capitalista per dis-trarre, promuovere i consumi, forgiare un’anti-civiltà composta da una collettività a-critica e a-politica.
In questo senso l’esperienza di “Attraversa_mente” è stata caratterizzata da un’impostazione comunicativa “orizzontale”: intendiamo evidenziare con tale espressione il carattere egualitario e democratico del paradigma di comunicazione scelto da questo progetto, nel quale non viene dato da parte degli “autori” un punto di vista “autocratico”, che discenda sugli spettatori per imposizione verticale. Al contrario tale progetto procede come i viandanti, orizzontalmente, accettando e integrando le storie e i punti di vista degli individui e delle comunità, domandando e ricercando risposte che non risiedono in un solo contesto o luogo, ma sono la summa delle esperienze di vita e delle ricerche che gli altri esseri umani - nel passato e nel presente, come individui e comunità – hanno affrontato durante il loro cammino nella storia.

Si crea in tal modo una socializzazione dei saperi e delle idee che oltrepassa e abbatte i piedistalli creati dai centri istituzionali della cultura e dell’arte, che restituisce l’artista - e l’intellettuale in genere - al cuore della società cui appartiene e per la quale è doveroso che si batta, dopo aver ascoltato la sua voce e compreso le sue ragioni.
Questo itinerarium attraverso luoghi altamente simbolici della storia antica e moderna della Sicilia – la Val di Noto, con i suoi monumenti e la sua luce bianca che contrasta col lugubre e venefico nero delle raffinerie, la Sicilia meridionale unita dal mare e dalle iniquità sociali alle terre d’Asia e Africa, la Conca d’oro ornata di giardini e funestata dall’oppressione mafiosa- assume dunque un duplice valore:

1) gnoseologico, poiché il viaggio a piedi consente a chi lo compie di entrare in contatto profondo con le realtà fisiche e spirituali che incontra durante il suo cammino e di costruire delle riflessioni che costituiscono la base per una conoscenza conquistata, ossia un processo in divenire che simboleggia la trasformazione costante della natura e della realtà sociale. Tale trasformazione, allorché viene costantemente mantenuta dall’opera degli artisti e intellettuali militanti, rappresenta un’autentica “rivoluzione permanente” condotta col pensiero e con la prassi.

2) euristico, poiché la trasformazione della realtà produrrà un nuovo sapere che dalla dimensione soggettiva-individuale sarà trasportato a quella oggettiva-collettiva attraverso le opere d’arte legate a questo progetto, gli scritti teorici come questo e le altre iniziative che nasceranno attorno ad “Attraversa_mente”.

Giungiamo dunque alla conclusione di questa esposizione rimarcando la natura progressista e rivoluzionaria dell’esperienza di “Attraversa_mente”, che ha messo in luce con il linguaggio universale dell’arte i conflitti atavici e moderni presenti in Sicilia e ha dimostrato che la partecipazione cosciente e coraggiosa dei giovani artisti e intellettuali siciliani a tali conflitti può determinare il loro andamento, grazie alla peculiare capacità persuasiva delle arti e della filosofia, che può essere contrapposta ai centri di distrazione di massa che attualmente opprimono il libero pensiero degli abitanti della nostra terra.

Riaffermiamo la Verità molteplice dell’essere umano contro la falsità della mercificazione capitalista!

Valerio Buemi

Creative Commons License
Attraversamente by Andrea Coppola, Valerio Buemi, Daniele Puglisi, Ellen Michiels. is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
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post “Preghiera di Cose” Comiso, pagoda buddista per la pace. MOVIE#1

Gennaio 22nd, 2008

Archiviato in: PROGETTO — coulud @ 03:51

 

 

E’ con immenso piacere e soddisfazione potervi mostrare qui, nella casa virtuale di Attraversamente, il primo dei tantissimi video sperimentali realizzati in viaggio.

il video rende l’idea del tipo di esperimenti e di lavori che intendiamo produrre e di come piano piano questo ciclo di piccoli video vanno realizzandosi, grazie sopratutto al supporto dei ragazzi di Malastrada Film che nonostante il lavoro per la produzione del loro ultimo film, “Même père même mère”, mi sopportano in studio mettendo a disposizione strumentazione e tempo.

si consiglia per una maggiore suggestione, l’ascolto del video con l’ausilio delle cuffie o con l’audio molto alto.

è inoltre consigliato per una maggiore comprensione delle immagini leggere la relazione pubblicata qui sotto.

buona visione..o meglio……buona preghiera!

commentate commentate commentate!!!

Vi ricordo che in basso a destra nella home page ci sono tutti i nostri link, lì troverete anche quello della Malastrada Film.

http://www.malastradafilm.com

 

 

“Preghiera di cose”
Trasformiamo il materialismo in un nuovo e ritrovato misticismo…

Nel cammino da noi intrapreso quello che fisicamente pesava di più non era fare 25 km al giorno o ad esempio, affrontare le salite e le discese che trovavamo.. anche con i dolori e gli stress muscolari “il camminare” non ha “pesato” veramente, ma ciò che realmente ci creava dei problemi erano i nostri zaini..
È chiaro che nel nostro cammino tutta la strumentazione, i nostri pochi vestiti, la tenda, i sacchi a pelo e i viveri hanno preso un importanza notevole in termini di stanchezza e problemi fisici..”pesavano”…
Tutto ciò mi portò a maturare una conclusione su quello che poteva rappresentare il nostro bagaglio… non poteva passare inosservato (con il tempo che passavo a “pensare”) il fatto che tutto ciò che mi serviva aveva un peso di circa 25-30 kg… questo mi stimolava a considerare che quello, era il peso specifico del “rapporto che io avevo con la società”, che ogni giorno portavo sulle spalle…e così, feci il gioco di sommare il peso di ognuno degli zaini che avevamo, il numero che ne usciva sarebbe stato il “peso” di tutto il surrogato di società di cui noi tutti non ci potevamo liberare, ed era facile pensare a quanto doveva ammontare il peso specifico della società stessa..immaginavo che automobili, centrali elettriche, piatti da tavola, dentifrici, e tutti gli oggetti che ci circondano, dal più grande al più piccolo, avendo un peso possono essere sommabili insieme e quindi infine, se ci fosse possibile calcolarlo, sarebbe davvero interessante sapere quanto pesa il nostro mondo…quello creato da noi…


Allora ho capito quasi subito che il mio obbiettivo non sarebbe stato solo quello di liberare me stesso da un punto di vista spirituale, ma che concettualmente, dovevo rendere più “leggeri” gli oggetti che mi accompagnavano, ho cominciato a caricarli di senso, e a poco a poco ho riscoperto un feticismo più magico di quello proposto ed esercitato dal “consumatore “tipo” del nostro sistema culturale.. se pensavo ad una maglietta pensavo a quanto sudore quei tessuti avrebbero assorbito e di come quella specifica maglia si riscaldava e reagiva agli elementi esterni, si consumava, su di essa la traccia del mio “vibrare” ad ogni passo in quello spazio.
E allora tutti gli oggetti si trasformano in feticci, in oggetti liberati della loro pesantezza, perché utili all’ attività del “credere”, in quello zaino c’erano degli oggetti che sono partiti come “merce” per diventare qualcosa di più…

Ed ecco quindi l’idea… il materialismo rappresentato dai nostri zaini entra in preghiera di fronte a luoghi dell’anima, carichi di credenze e spiritualità, di storia e di storie.

Non siamo noi a pregare ma bensì il materialismo stesso che da dentro i nostri zaini cerca di ritrovare una spiritualità perduta, soffocata da un altro tipo di feticismo, il feticismo della merce derivato dal capitalismo.
Quegli zaini pregano per tutto ciò andato perduto, per tutto ciò che è dimenticato..non siamo più noi a rimpiangere il valore spirituale degli oggetti…ma sono gli oggetti che “pregano” per noi e che rimpiangono l’uomo e le sue credenze…

Andrea Coppola

 

Il video è stato proiettato a Paternò(CT) nella sede dell’associazione Culturale “Stravento” dove abbiamo realizzato la prima serata di attraversamente. Un happening con videoistallazioni interattive, videoarte, performance, poesia e dialoghi, realizzati da Valerio Buemi, Andrea Coppola e Daniele Puglisi.

a breve pubblicheremo un post con le immagini della serata…

 

 


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post Attraversamente su Radio Gramshish

Dicembre 31st, 2007

Archiviato in: PROGETTO — coulud @ 19:21

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Come potete vedere stiamo lavorando a migliorare e preparare il blog ad accogliere tutti i contenuti del viaggio, foto, video, le opere del viaggio la produzione del progetto e molto altro, nell’attesa vi invitiamo a ascoltare e diffondere questo file.

ed eccoci quindi ospiti al centro culturale Stravento di Paternò dove riparte una radio sperimentale sul web, è Radio Gramshish, disponibile all’indirizzo www.ciclostile.net

con simpatia e amicizia abbiamo realizzato una trasmissione radio sui temi di attraversamente, analizzando il progetto in se stesso, citando alcune città incontrate in cammino e sopratutto un analisi politico/filosofica di Valerio Buemi, amico e intellettuale siciliano specializzato in cultura araba che segue e ha già seguito le vicende di attraversamente dal cairo, standoci vicino a livello intellettuale e spirituale, con lui stiamo elaborando la prima azione/conferenza di attraversamente, un dibattito aperto sui concetti su cui il nostro progetto si fonda, analizzati e “attraversati” in maniera creativa ed interattiva.

il moderatore della trasmissione è Angelo Mancuso segretario del circolo Antonio Gramsci che ha curato la divulgazione e gli aspetti logistici di attraversamente, lui insieme a moltissimi altri ragazzi non ci hanno lasciato da soli, impegnandosi per darci supporto nel limite delle loro possibilità.

Le canzoni di sottofondo (a parte Fabrizio De Andrè e CCCP) sono di un nostro carissimo amico incontrato in viaggio, precisamente a Rosolini, il suo nome è Davide di Rosolini un giovane cantastorie che come noi, è in viaggio.. nel suo tour siciliano nelle città e nei paesi dell’isola, un tour il suo, abbastanza speciale fatto da solo e con la sua chitarra per i vari locali e centri culturali siciliani.

Davide è anche il presidente dell’associazione culturale Prospettiva II di Rosolini che ci ha ospitato quando con zaino in spalla siamo arrivati laggiù..

un saluto speciale và alla nostra Ellen, Luk e Veerle che essendo in Belgio non hanno potuto partecipare e a Sara, Martina, Jessica e tutti i ragazzi dello Stravento.

a breve anche i primi video del viaggio è una sezione dedicata ad altri artisti con la pubblicazione dei loro lavori in linea alle tematiche proposte da attraversamente, inoltre questi progetti saranno selezionati per la mostra di attraversamente in tutta la Sicilia a Bruxelles e forse in altre capitali d’italia e d’europa.

per realizzare e proporre un progetto leggi il concept di attraversamente in inglese o in italiano a seconda della tua nazionalità e inviaci una mail all’indirizzo laboratoriumandrea@hotmail.com

nei prossimi giorni provvederemo a preparare una specifica pagina per tutto…(abbiate pazienza stiamo aggiornando il sito..)

che dire di più…Buon Ascolto, e visto che è il 31 dicembre 2007, BUON 2008 A TUTTI!!

la trasmissione dura circa 24 minuti cliccate sull’icona qui sotto e buon ascolto vi invito a lasciare il vostro commento se vi và o a scaricarla e a diffondere la traccia come meglio potete..

un abbraccio ancora

Andrea.

post attraversa_MENTE.concept

Agosto 17th, 2007

Archiviato in: PROGETTO — coulud @ 15:23

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Deterritorializzazione – identità - Glocal

Cosa è la geografia se non un modo per sapere dove siamo, un pretesto per dividere, spaccare, creare confini…cosa i confini se non barriere immaginarie per dire mio - tuo, possibile – impossibile, vero – falso, siciliano – americano, africano - italiano…
La geografia definisce, scruta, ci fotografa, ci giudica e a volte si impone prepotente diventando più importante dei nostri bisogni e delle nostre scelte…perché se essa decide dall’alto di un potere verticale sordo, tutto il resto non importa, passa in secondo piano, ignorato o preso in giro da parole piene di finta comprensione.
Così si delinea il corpo di questo “nostro mondo”, o di una “nostra terra”, cartografato e stazionario, falso di una vicinanza e fratellanza che ci rende soli e distanti.
Ma il disegno di questo mondo sta cambiando, cambia veramente! Non dobbiamo più subire una geografia verticale che ci guarda zitta e onnipotente, possiamo e dobbiamo reagire, ne abbiamo i mezzi (anche se non in tutto il mondo), ne deteniamo l’energia…e la rete è la rivoluzione della geografia.

…Noi siamo geografie soggettive, territori in espansione, che tracciano linee che svelano la faccia immanente di confini inesistenti…
Ma il sistema in tutto questo fa la sua parte:

In India dei dipendenti di una grossa multinazionale americana vivono gran parte del loro tempo più negli stati uniti che nel loro stesso paese. Difatti tra gli uffici dei call-centers ufficialmente non troverai una persona che si chiama Yogananda o Bramupada ma piuttosto indiani che per 8-10 ore al giorno si fanno chiamare Francis, Jack o non so, forse James, cambiando identità, lingua, aspetto ed atteggiamenti, pensiero e cultura, dovendo sembrare dalle parti di Menphis o Chicago
devono apparire del tutto e per tutto americani…
Mutano così la loro identità, il loro spirito si deforma e la loro geografia scompare, per divenire la storia degli altri. Così con perdita di nome; e con la voce e la cuffia, li troverai al 34° piano di un grattacelo di New York tra le 10:30 e le 19:30 americane, e con i piedi e tutto il resto tra le 22:30 e le 7:30 del mattino in India…

Il brasile è un paese che ha un P.I.L superiore all’Italia, eppure è “terzo mondo”. Nelle favelas di Rio de Janeiro vivono milioni di fantasmi senza identità politica e sociale, essi semplicemente non esistono! Vivono completamente fuori dalla concezione di “diritto umano” o “dignità”…

…Sembrano sassi in movimento nella loro terra!

Così in Messico il “Movimento Zapatista” combatte per i diritti dei popoli nativi già da 60 anni senza essere riuscito ad ottenere le proprie rivendicazioni, ma soltanto prese in giro dei vari governi che si sono susseguiti al potere…
In Sicilia i petrolieri americani hanno preso accordi con il governo regionale che permetterebbero agli stessi di bucare gran parte dei terreni siciliani senza il permesso dei proprietari terrieri, ciò significa che se io ho un terreno e non voglio venderlo loro potrebbero prenderlo ugualmente e fare quello che vogliono…ma non solo! I buchi queste simpatiche persone vogliono farli (oltre che su buona parte della Sicilia orientale) in Val di Noto, che è una zona dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Sempre in Sicilia, a Paternò (un paese in provincia di Catania) vogliono costruire un inceneritore di rifiuti nella valle del Simeto, un oasi naturale che sta rimanendo salva grazie al contrasto delle comunità locali che combattono l’amministrazione comunale e regionale impedendogli di portare a compimento affari mafiosi che non tengono assolutamente conto di niente.
Questa geografia globale ci pone come agenti-riceventi in una rete fittissima di canali comunicazionali rappresentati da linee tratteggiate su un pezzo di carta…traiettorie di corpi-concetto che si spostano continuamente da un punto all’altro della palla, saltellando qua e là, evitando di passare attraverso, per arrivare subito a destinazione.. velocemente, evitando problemi e situazioni.
…Siamo i figli del nuovo mondo che si sposta e si raggira attorno all’essenza del nostro spirito ballerino!

New animism - autodeterminazione - contro lo strapotere dell’uno.

Tutto l’intero sistema sta cambiando e le pedine della partita non danno più lo stesso gioco, si cambiano, si rovesciano, danno il senso di una nuova partita e noi dal nostro canto ci riferiamo consci e vitali alla sua speciale essenza. Per questo ci sentiamo i padri e gli agenti incorporanti di un pretestuoso New Animism, che dal basso tenta di rivalutare ogni simbolo tratteggiato e raffreddato. Non siamo idealisti o contro il tecnologico, anzi, contiamo di interpretare le tecnologie come nuovi feticci, vogliamo emozionarci di fronte ad un “blu tv” raggiungere la luna attraverso la sua immagine e vogliamo trovare nello schermo e nell’immanenza i presupposti per una ritrovata carica spirituale che rovesci il materialismo in misticismo, la perdita in crescita e così via…dal sistema contro il sistema… Contrariamente, quello che ci pone in una situazione di lotta è l’uso ignorante e insensibile della tecnologia e di questa nuova idea di geografia che il potere attua.
In che senso?
Ci dà fastidio che degli accordi vengano presi senza tenere conto di quello che ci sta in mezzo, ci dà fastidio che se qualcuno vuole venderci qualcosa lo debba fare per forza e per di più ignorando la voce meno metallica di comunità e gruppi a cui non interessa quel prodotto, ma come in un incubo la “televendita” continua.. e il telecomando che serve a cambiare canale sembra essersi inceppato o perso…

Spostamenti – si cammina con i piedi - spazio

Il camminare è l’attività più antica del mondo, è il modo più umano di relazionarsi con lo spazio intorno, camminare significa passare attraverso, significa che non è importante solo la destinazione ma anche e soprattutto il percorso…è solo una questione di tempo, un arricchimento progressivo, un incrocio di entità mobili.
Il camminare è un gesto di apertura, significa fatica, posti, vento, sole, elementi, persone, ascolto, amore.

Si cammina con i piedi…
…passo dopo passo, conoscenza diretta…

Esso ci avvicina anche a qualcosa dal sapore antico, ci riporta indietro nei tempi, è un vertere verso il particolare, è una direzione individuale, è un desiderio di crescita interore, è una sfida con se stessi.
È un modo per determinare delle direzioni, inventare itinerari, rivelamento - rilevamento dello spazio.

Si cammina con i piedi……si tocca il terreno, si affronta tutto;
la pietra, lo scalino, la salita, la discesa…

Camminare come gesto simbolico, come attività ecologica, come movimento dello spirito, come protesta e come liberazione dalla concezione di lentezza.
L’uomo, spostandosi, ha la possibilità di accrescere le proprie capacità creative e immaginative, ha la possibilità di scoprire tutte quelle piccole storie che stanno fuori e che si perdono nell’infinito mondo dell’informazione, dove la notizia, “l’evento”, assume ben presto la dimensione di fatto, e viene dimenticato velocemente.

Elogio del nomade – antropofagia - contro il concetto di radice

Il nomade è la figura contemporanea più diffusa, un mondo di diaspore, di viaggi della speranza, di culture che migrano in cerca di un po’ di benessere occidentale. Il nomade è l’eroe contemporaneo, è paragonabile ad una scatola in movimento che lascia entrare dentro sé tutto quello che lo colpisce e che le serve, il nomade è per natura lontano da qualunque sorta di radice, sfugge a questa prepotente concezione filosofica occidentale, il nomade porta con se i tratti di tutte le culture che attraversa, è un ibrido, un contenitore che fa vivere in se identità multiple, è “l’uomo collettivo” o meglio è “l’uomo plurale”.
In sé risiede uno straordinario senso di sopravvivenza, inventa e promuove nuovi sistemi di organizzazione sociale. È alternativo!
Il nomade è un uomo orizzontale, è colui che riesce a sfuggire al sistema, è colui che non può essere controllato, ed è sempre per lui che esistono i confini tra i paesi, le spaccature tra culture e i tabù sociali.

Questo nostro viaggio non sarà un viaggio alla ricerca delle radici, ma bensì sulla pelle sporca e contaminata di una terra ibrida e coloratissima…

…una fame di uomini, un banchetto di carni, un masticare, assimilare e digerire l’altro, un nutrirsi di occhi, di storie, di lingue, di pelli…
…uno scrupoloso selezionare tra gli odori, le musiche, i posti, le luci…

Una grande fame, un grande tragitto, un grande stomaco…Antropofagia, l’arte del mangiare l’altro.


Itinerari – verso una poetica del NO – un NO “glocal”

Camminare in Sicilia partendo dall’Oasi del Simeto, percorrendo la piana di Catania, passando per Siracusa, arrivando a Noto, attraversando le zone desertiche di Ragusa e Gela, costeggiando il sud dell’isola, tagliando per Gibellina…sù per San Vito lo Capo e la riserva dello zingaro e ancora verso Cinisi, Palermo, Corleone, e tutte le città della mafia e della storia siciliana, verso la costa nord e Messina per scendere verso l’Etna, Catania e tornando in valle pieni dell’esperienza delle associazioni e delle comunità a cui abbiamo espresso il nostro appoggio e a cui chiediamo di dire semplicemente NO! Il perché…? Lo dicono loro.
Incontrare gente semplice, eremiti, gruppi organizzati e non, pecorai, siciliani e turisti, uomini e donne a cui dedichiamo ascolto, a cui puntiamo i riflettori per portare avanti le macro lotte di una Sicilia che non dice no come gesto di negazione ignorante e chiuso, ma lo dice con il presupposto di promuovere i progetti che con coraggio portano avanti delle cause giuste e legittime.

…dietro un grande NO c’è sempre un grande SI.

Il NO è riferito all’ignoranza, all’abusivismo, all’inquinamento, ad un sistema materialista e cieco, al clientelismo, alla mafia, alla politica sporca e che sporca, a tutte le forme di colonialismo, alle multinazionali, allo sfruttamento, alle guerre, ad una completa indifferenza per i progetti culturali per la rivalutazione dell’arte contemporanea in Sicilia, allo schiacciamento della dignità umana, al potere verticale e all’odio.
Un no aperto che contiene tutte le vostre piccole e grandi rivendicazioni…

In viaggio saranno realizzate sculture in materiale naturale, incisioni di parole e poesie, dei diari, documentazione fotografica e video, tracce audio, interviste, reperti, che faranno parte di un’unica istallazione multimediale che sarà esposta in Sicilia e nel mondo…
…sarà creato un apposito blog dove sarà pubblicato il concept, nel quale sarà possibile seguire il viaggio attraverso la pubblicazione di foto e video, un forum per ragionare tutti insieme sulla Sicilia, sul mondo, sull’arte e sul concetto di NO.

Inoltre, ovviamente, il viaggio è aperto a tutti, ognuno potrà decidere liberamente di seguirci, anche per piccoli tratti, o raggiungerci nelle tappe che saranno prontamente rese disponibili nel sito web, con le date e orari, sarà divulgato un numero telefonico con il quale chiunque potrà raggiungerci e parlarci, e chiunque potrà aiutarci nella maniera che le pare…

partecipare, partecipare, partecipare.
Non abbiamo bisogno di soldi, non è una raccolta firme, non è solo una protesta, ne un gesto di protagonismo, ma è una possibilità per uscire dall’anonimato e scendere in campo con coscienza e responsabilità, è una poesia, un appello, un opera.

NO come motore concettuale, come progetto artistico e politico, come poetica, come forza spirituale e come messaggio positivo.
Il NO è un concetto.

Il NO si pone non come significato ma come significante, inciso sulla pietra, costruito con i sassi e con i rami o pronunciato con forza, esso rappresenterà la nostra autodeterminazione, la nostra capacità di prendere posizione in un sistema a cui non conviene passare in mezzo, che non passa “attraverso” la cultura e la storia di un territorio, ma a cui interessa il potere economico, i capitali, gli affari.

Un NO dal centro del mediterraneo, che risuoni per problematiche locali e globali, un NO-glocal.
Un NO che forte viene detto allo sfruttamento in Brasile come al Racket siciliano, per Inù in africa e per Carmelo in Sicilia.

Sicilia come luogo della cultura contemporanea e della rivalsa del mediterraneo.

Sicilia, sicilie.

Otto righe…

L’arte è un linguaggio che può e dovrebbe infiltrarsi nei dibattiti antropologici, nelle problematiche politiche e che si pone come linguaggio umano primario, l’arte è capace di muovere le coscienze e di stimolare il pensiero di tutti…l’arte è per tutti.
L’arte non fiancheggia la politica o la filosofia, l’arte è politica ed è filosofia, è una attività antropologica e sociologica.
L’arte è ricerca e cammino, è ascolto ed interazione, voce e silenzio, l’arte è comunicazione impegnata, è poesia,
L’Arte è vita.

Responsabili del progetto:

Andrea Coppola - laboratoriumandrea@hotmail.com +39 349 4420857
Daniele Puglisi - dony-84@hotmail.it +39 320 2640377
Ellen Michiels
- elay@pandora.be +32 484 159525

 

Creative Commons License
Attraversamente by Andrea Coppola, Valerio Buemi, Daniele Puglisi, Ellen Michiels. is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
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post attraversa_MENTE english version

Agosto 16th, 2007

Archiviato in: PROGETTO — coulud @ 17:36

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ATTRAVERSA_MENTE

Deterritorialization – Identity - Glocal

Geography is a way to get know where we are, a justification to divide, to break, to settle borders… In the same way borders are just imaginary barriers to say my-your, possible-impossible, true-false, Sicilian-American, African-Italian…

Geography defines, watches, takes our pictures, judges us and sometimes imposes itself overbearingly, becoming more important than our needs and our chooses…Because if it’s decided from the top of an hidden vertical power, all the rest doesn’t mind and is underestimated, ignored and joked by words full of a fake understanding.

So the body of this “our world”, or of an “our earth” takes shape, mapped and stationary, fake of a closeness an fraternity that makes us alone and far one from the others.

But the setting out of this world is going to change radically!

We don’t have more to endure a vertical geography that looks at us silent and omnipotent. We can and we must react, we got the means (even if not all the world got them), the energy…and Internet is revolutionizing Geography.

…we are subjective geographies, territories in expansion, that trace lines that show the immanent face of non-existent borders…

But the Capitalistic System gets its responsibility:

In India the workers of a big American multinational company spend most of their time in USA, instead of their own country. Indeed in the call - centres officially you will not find a person whose name is Yogananda o Bramūpada, but Indian guys whose names are for 8-10 hours per day Francis, Jack or James, changing identity, language, looks and attitudes, thought and culture, having to seem clerks from Chicago or Memphis;

…they must look absolutely Americans…

So they change their identities, their souls become deformed and their geographies disappear, becoming the history of the others. So, you will find them - lost their names, equipped with microphones and cues - in the 34° floor of a skyscraper in New York from 10:30 a.m to 19:30 (American timetable), and with the feet and the rest of their bodies from 22:30 to 7:30 a.m in India.

Brazil is a nation having a G.D.P. bigger than the Italian one, nevertheless it is considered “Third World”. In Rio de Janeiro favelas millions of ghosts live without political rights and social identity, they just don’t exist! They live completely without “Human rights” and absolutely outside every conception of “dignity”.

…They look like stones in movement in their country…

So in Mexico the “Zapatista Movement” fights for the right of the aborigines since more than 60 years, without obtaining answers to their claim, but obtaining just joke from the different Mexican governments that hold the power…

In Sicily the American oil companies businessmen obtained agreements with the Regional government that will allow themselves to drill most of the Sicilian lands without the permission of land owners; this means that if I get a land and I don’t want to sell it, they could take it alike, doing whatever they want to do! Moreover these very likeable persons want to do the drillings - beyond that in a wide part of oriental Sicily - in “Noto’s Valley”, that is an area declared as “humanity heritage” by UNESCO.

Again in Sicily, in Paternò - a town near Catania -, the Sicilian Regional Government and the Italian Government want to build a garbage incinerator in the “Simeto’s Valley”, a natural oasis that is still existent thanks to the contrast of the local communities that are fighting against the local and regional administrations that want to carry on this business without any concern for the community well-being.

This global geography renders us like receiving-agents in a very thick net of communicational bands, represented by outlined lines in a piece of paper…trajectory of body-concept that move themselves without stopping from a part to another of the globe, jumping here and there, evading to cross through and to arrive right to the destination, quickly, evading problems and situations.

…We are the sons of the new world that moves and tricks around the essence of our dancer soul…

New Animism – Self-Determination – Against the Excessive Power of the ONE

All the system is going to change and the draughtsmen of the match don’t play till the same game, they change and reverse, giving another sense to the new match and we refer ourselves consciously and vitally to its special essence. For this we feel ourselves the fathers and the embedding agents of an asserted New Animism, that tries to re-evaluate every symbol cooled and outlined from the lower part of the world. We aren’t idealists or enemies of technology, indeed we intend to interpret the technologies as new fetishes, we want to be moved in front of a “blue TV”, we want to arrive to the moon through his image; we want find in the screen and in the immanence the premises of a recovered spiritual drive that reverses materialism in mysticism, loss in growth and so on …from the Capitalistic System against the Capitalistic system…
Oppositely, the way of thinking that places us in a situation of conflict is the ignorant and insensitive use of technology and this new idea of Geography that “Power” supports.

What does it mean?

We are irritated by all the governments that decide for us without asking us if we like or not that proposal, we are irritated by people that want to sell us something and they have to do it absolutely, ignoring the less metallic voice of groups who are not interested to buy anything, but the TV show continues like in a nightmare …and the remote control that we use to change channels seems blocked or lost…

Movements – Let’s Walk with Feet - Space

Walking is one of the oldest activity of the world and the more human way to stay in contact with the space around, walking means to cross through, it means that is not important just the destination but especially the journey…it’s just a question of time, a progressive enrichment, a mix of movable entities.

Walking is an opening act, it means hard works, places, wind, sun, natural elements, people, attention, love.

…let’s walk with feet…

…step by step, right to knowledge…

By walking we arrive near something of the old flavour, it brings back us in time, it’s a concern towards the particular, it’s an individual direction, a desire of interior growth, a challenge against themselves.

It’s a way to determinate some directions, to invent itineraries, to reveal and survey the space.

…let’s walk with feet…

…we touch the ground, we face everything: the stone, the step, the climb, the descent…

Walking as a symbolic act, as ecologic activity, as soul movement, as revolution and liberation from the slowness conception.

The human moving gets the possibility to increase its own creative and imaginative competences, to discover all the little stories that stay outside and get lost in the infinite world of information, where the news, the “event”, get quickly the dimension of a fact and it’s so rapidly forgot.

Nomad Eulogy – Anthropophagi – Against the Concept of Root

The nomad is the contemporary figure more spread in a world of diasporas, it’s the “hope journey”, it’s a culture that migrates looking for some western goodness. The nomad is the contemporary hero, could be compared to a box in moving that let enter into itself all that he likes and needs. The nomad is for his nature far from any concept of root, he escapes from this overbearing western philosophic conception, he brings into himself the songs of all the cultures that he had known, it’s a hybrid, a container that can show multiple identity, it’s the “collective man” or – using a more precise expression - the “plural man”.

An extraordinary surviving sense resides inside himself, he invents and promotes new systems of social organization. He is alternative!

The nomad is a horizontal man, he’s the one that can escape from the system, he’s the one that cannot be controlled, and he is also the cause of the creation of borders between the countries, the breaking element between culture and social taboos.

Our journey will not be a research of the roots, but an exploration in the dirty and contaminated skin of a hybrid and colourful land…

…A hunger of men, a meat banquet, chewing, assimilating, digesting the other, nourishing ourselves of eyes, stories, languages, skins…

…A meticulous selection of smells, sounds, places, lights…

…A big hunger, a big journey, a big stomach…

…Anthropophagi, the art to eat the other…

Journey – Towards the Poetic of the NO – A NO “Glocal”

Walking in Sicily, starting from the “Simeto Oasis”, covering the “Catania’s Plain”, crossing “Siracusa”, arriving to “Noto”, going through desert zones of “Gela” and “Ragusa”, coasting the south of the island, cutting the land in direction of “Gibellina”…and then again “San Vito lo Capo” and “Zingaro Reserve”, and more further to “Cinisi, “Palermo”, “Corleone” – the most important cities stroke by mafia families - and many of the Sicilian cities rich of history.

We came back to the valley full of experiences of the associations and communities to which we expressed our support, and asked just to say NO! Which are the motivation of this refusal? They can decide!

Meeting simple people, hermits, organized groups or not, shepherds, Sicilians and tourists, men and women whom we pay attention and point the reflectors to carry on the macro fights of a Sicily that don’t say NO just like an act of ignorant and dull negation, but with the purpose of promoting the projects that support courageously right and proper cause


…Behind a big NO it’s hidden always a giant YES!

The No represents the refusal of ignorance, illegality, pollution, a materialist and blind system, patronage system, mafia, dirty politics and politicians, all kind of colonialism, multinational companies, exploitation, wars, complete indifference for the cultural projects and the revaluation of contemporary art in Sicily, the oppression of human dignity, vertical power and hate!

An open NO that contain all your little and big claims.

During the trip we and other Sicilian artists will realize sculptures in natural materials, recordings of words and poetry, some diaries, photographic and video documentations, audio tracks, interviews, expositions of objects collected during the trip – for a new idea of archaeology. All that will be part of an unique multimedia installation that will be exposed in Sicily and in the world…

…It will be created a blog where the project concept will be published and you will be able to follow the trip by the publication of videos and photos. Inside that you will find a forum in order to speak about Sicily, the world, art and the concept of NO.

Indeed, the trip is opened to everybody: everyone could decide by himself to follow us, even for little distances, or join us in the halts that will be published in the website in advance, whit the date and the time-table. Furthermore it will be divulged two mobile numbers that everyone can use to contact the designers, and everyone could help us how he wants…

…Participate, participate, participate…

We don’t need money, it’s not an autograph collection, it’s not just a protest, it’s not a protagonistic act, but it’s a way to go out from the anonymity and enter on the field with responsibility and conscience, it’s a poetry, an appeal, a work…

The “No” as conceptual motor, artistic and political concept, poetic, spiritual power and positive message…

The NO is a concept!

The no is used not as an instrument that means something but as meaning, carved in stones, built with our stones and swings, it will represent our self-determination, our capacity to take positions in a system that doesn’t want that and can’t go in the middle, that doesn’t go “through” the culture and history of a territory, but to the holders of economic power, capitals, business…

…A glocal NO from the centre of Mediterranean sea, that resounds for local and global problems, a NO-glocal…

…A glocal NO that will be said strong against any kind of exploitation in every part of the world..

Sicily as place of the contemporary art and culture, for the Mediterranean revenge…

Sicily, Sicilies

Eight Lines

Art is a language that can infiltrate in the anthropologic debates and political problems. It represents the primary human language, can move consciences and can stimulate the thought of everybody… Art is for everybody, it doesn’t flank politics and philosophy, because it is politics and philosophy, an anthropologic and sociologic activity.
Art is research and route, listening and interaction, voice and silent, committed communication.
Art is poetry.

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Attraversamente by Andrea Coppola, Valerio Buemi, Daniele Puglisi, Ellen Michiels. is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
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